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Molly Malone simbolo di Dublino

July 31, 2016

Tappa fissa di ogni turista che visita Dublino è la bronzea statua di Molly Malone, eseguita da Jeanne Rynhart. Rappresenta una giovane donna, vestita con un abito popolare settecentesco, il seno bene in mostra, che spinge un carretto pieno di cozze e vongole. Non si sa se sia realmente esistita una Molly Malone, ma la canzone che parla di lei è l'inno ufficioso della città di Dublino. Probabilmente scritta in Scozia nella seconda metà dell'ottocento, è conosciuta come Molly Malone, Cockles and Mussels (Vongole e Cozze, in riferimento alla sua attività di pescivendola ambulante) o In Dublin's Fair City, che è uno delle strofe della canzone. Fu edita soltanto nel 1883 a Cambridge, nel Massachusetts e nel 1884 a Londra. Per tema e stile è associata alla famosa My darling Clementine di Percy Montrose. La canzone è talmente famosa che è stata suonata e cantata dai principali gruppi di musica irlandese e folk ed è diventata l'inno ufficiale dei supporter delle associazioni sportive di Dublino aderenti alla GAA, la Gaelic Athletic Association. Ecco il testo:

 

In Dublin's fair city,

Where the girls are so pretty,

I first set my eyes on sweet Molly Malone,

As she wheeled her wheel-barrow,

Through streets broad and narrow,

Crying, "Cockles and mussels, alive, alive, oh!"

"Alive, alive, oh,

Alive, alive, oh,"

Crying "Cockles and mussels, alive, alive, oh".

She was a fishmonger,

But sure 'twas no wonder,

For so were her father and mother before,

And they wheeled their barrows,

Through the streets broad and narrow,

Crying, "Cockles and mussels, alive, alive, oh!"

"Alive, alive, oh,

Alive, alive, oh,"

She died of a fever,

And no one could save her,

And that was the end of sweet Molly Malone.

But her ghost wheels her barrow,

Through streets broad and narrow,

Crying, "Cockles and mussels, alive, alive, oh!"

"Alive, alive, oh,

Alive, alive, oh,"

 

Ma chi era questa Molly Malone, il cui nome appare frequente nei nomi dei pub di tutta Irlanda? Sebbene non ci sono documentazioni storiche, la cui difficile reperibilità è data anche dal nome alquanto comune della protagonista: Molly è un diminuitivo di Mary e Margaret mentre Malone un cognome diffuso nella capitale, il Dublin Millennium Commission nel 1988 fece erigere la famosa statua attribuendola a tale Molly Malone, originaria di Howth, piccola cittadina a nord di Dublino, con un porticciolo sul mare, morta il 13 giugno del 1699 all'età di 30 anni, per malattia, forse venerea. Si narra che fosse una pescivendola, appunto, ma che di notte arrotondasse facendo la prostituta.

Si tratta, quindi, della tipica storia tragicomica tipica di molta musica popolare dell'epoca. La donna, simbolo di colei che nutre (vongole e cozze), che dona l'amore e con esso la vita (la prostituzione di Molly), ma al tempo stesso fragile, incapace con le sue sole forze di badare a se stessa e sopravvivere in un mondo spietato. Ma il suo spirito continua a vagare per le strade di Dublino, rendendola immortale, spargendo la sua voce negli angoli e nelle piazze della capitale confusa col sibilo del vento. Ancora oggi, nelle umide giornate uggiose, se tendi l'orecchio oltre il frastuono del traffico e dei turisti puoi sentire in un sussurro la dolce voce di una donna che canta: "Alive, alive, oh"

 

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